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L'UNIONE PROVINCIALE DI
COMO
E' del 15 febbraio 1949 la pubblicazione del primo numero del Bollettino dell'Associazione che aveva lo scopo di comunicare agli associati i provvedimenti legislativi, gli avvenimenti interni delle varie cooperative, i contenuti delle convenzioni stipulate fra l'associazione e i vari fornitori di beni e servizi (vino, patate, scarpe, orari di ricevimento studi medici, trasporto ambulanze, etc.). L'Associazione aveva una articolata organizzazione territoriale: oltre la sede di Como, c'erano Delegazioni a Lecco, Barzanò, Erba, Appiano Gentile e Olgiate Comasco. In quegl'anni particolarmente diffuso era il settore agricolo con n. 40 latterie, il settore della distribuzione con 126 cooperative di consumo e il settore delle mutue sanitarie con n. 36 società fra comunali e volontarie che raggruppavano oltre 20.000 soci. Da un primo esame di questi elementi si può affermare che il modello cooperativo era particolarmente radicato sul territorio ed ha rappresentato per la città di Como e dell'intera Provincia un sistema economico di tutela e sviluppo per le classi più disagiate una realtà importante. La successiva trasformazione della società (da agricola a industriale), la graduale diffusione del benessere fra le classi operaie ed impiegatizie, un adeguato sostegno legislativo ed economico messi a disposizione dello Stato, hanno consentito lo sviluppo del settore delle cooperative edilizie. Non possiamo non sottolineare il ruolo svolto dalla cooperazione di abitazione dall'inizio degli anni '60 ad oggi per rendere possibile l'accesso alla casa alle famiglie dei lavoratori. Attenuatasi la fase propulsiva della cooperazione edile e il declino di diverse cooperative di consumo, assediate dalla grande distribuzione, degli anni '80 si è fortemente sviluppato il settore della cooperazione sociale che trova un suo riconoscimento giuridico. I servizi alla persona, il recupero e integrazione sociale di persone disagiate (igiene mentale, tossicodipendenza, handicap, etc.) sono gli ambiti in cui opera questo modello cooperativo che oltre a perseguire la mutualità interna fra i soci, sviluppa anche la mutualità a favore dei percettori dell'azione sociale della cooperativa. Come si può rilevare da queste poche righe, la tradizione cooperativa nella nostra Provincia è un patrimonio che non può e non deve essere disperso, al contrario valorizzato ed incentivato a sperimentare nuove esperienze a favore della collettività del nostro territorio. Questo sito ha, fra gli altri, anche il compito non solo di informare ma anche di recepire e sviluppare le istanze di quelle persone che vogliono realmente praticare i valori della Dottrina sociale della Chiesa a cui la nostra Confcooperative fa riferimento.
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